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Gli interventi delle piccole Ong nella cooperazione internazionale, il sistema teorico della Decrescita, la crescita di movimenti e associazioni che sperimentano forme concrete di obiezione al consumo e alla trasformazione dei beni in merce (gruppi di acquisto solidale, reti di produzione e di distribuzione di beni esterne al circuito commerciale, gruppi di acquisto collettivo della terra, distretti di economia solidale, reti dei semi rurali…) sono gli elementi di un nuovo paradigma culturale che si sta costituendo oggi attorno al dibattito sui modelli dello sviluppo e sul rapporto tra sviluppo e benessere. Una mappa dei principi teorici e delle pratiche operative ricorrenti di questo paradigma, una realtà effervescente e dinamica ignorata dai media, ne evidenzia tratti comuni come la Sovranità Alimentare, obiettivo comune delle organizzazioni contadine nei paesi impoveriti e degli organismi che nei paesi occidentali operano in un progetto complessivo di demercificazione della società.
È di questi nuovi oggetti sociali, qui ampiamente descritti ed elencati, che si occupa oggi una semiotica dei processi in corso di svolgimento, nuovi oggetti che caratterizzano la trasformazione culturale in atto, in modo invisibile e carsico, nella società contemporanea. Interventi e dibattiti che vi si tengono sono vettori pragmatici destinati a produrre effetti sulle relazioni di struttura economiche e sociali, strumenti d’intervento dunque di cui occorre conoscere natura e proprietà semiotiche. Sono oggi i testi ed enunciati esaminati da una semiotica che, abbandonati gli oggetti dell’ormai consunta “comunicazione di massa”, ritrova la propria natura di critica dei miti sociali correnti e di analisi dei fatti nuovi e sorprendenti emersi nella società circostante, sperimentando metodi adatti alla natura processuale delle entità testuali osservate.

Roberto Pellerey, ha conseguito il Dottorato in Semiotica presso l’Università di Bologna e il Dottorato in Sciences du Langage presso l’École des Hautes Études en Sciences Sociales di Parigi. É docente di Semiotica presso l’Università di Genova. Tra i suoi libri: Le lingue perfette nel secolo dell’utopia(Laterza, 1992), La théorie de la construction directe de la phrase (Larousse, 1993), Il parlato e lo scritto (con Andrea Bernardelli, Bompiani 1999), Semiotica e interpretazione (con Valentina Pisanty, Bompiani 2004), Comunicazione. Storia, usi, interpretazioni (Carocci 2011). Si occupa attualmente di tematiche relative al dibattito sui modelli dello sviluppo, alla cooperazione internazionale e alla semiotica del teatro.

Roberto Pellerey
Semiotica e decrescita. Obiezione al consumo cooperazione internazionale e sovranità alimentare: un nuovo paradigma
Franco Angeli
Milano
2015

Roberto Pellerey, Semiotica e decrescita, Franco Angeli, 2015
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