Questo testo risale al 1967, anno in cui Perec entra a far parte dell’OuLiPo, l’opificio di letteratura potenziale, con Raymond Queneau, Jacques Roubaud e Italo Calvino.La forza di rottura che il free jazz – o new thing – porta nello stallo e nella stagnazione che seguono la morte di Charlie Parker, consente all’autore di chiarire questioni che riguardano soprattutto i problemi della scrittura.Il contributo di Perec – osserva Paolo Fabbri – potrebbe smussare il duro giudizio sull’esoterismo delle avanguardie pronunciato dal grande storico del Novecento Eric J. Hobsbawm, secondo il quale il jazz e il cinema, più del cubismo e delle ricerche musicali dotte, hanno rappresentato le esperienze estetiche più ricche di senso per gli uomini del XX secolo. Nota di lettura di Paolo Fabbri.

Georges Perec, Paolo Fabbri
La cosa
Feltrinelli
2018

Perec G., La cosa, Feltrinelli, 2018
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