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A più di vent’anni dalla sua morte, gli scritti di Louis Marin – intellettuale di fama internazionale, ma ancora poco conosciuto in Italia – conservano intatta la loro attualità, e costituiscono un punto di riferimento per chi si occupa di visivo, e non solo. La sua formazione filosofica e storico-artistica, coniugata e fatta proficuamente interagire con la semiotica francese di matrice strutturale e generativa, ha portato a un’originale riflessione teorica sulla rappresentazione, di cui questa raccolta di saggi è un’evidente testimonianza. Ma che cosa intende Marin con rappresentazione? Per lo studioso francese, l’immagine si presenta rappresentando: vale a dire, che non solo dà a vedere qualcosa, ma nel contempo costituisce l’osservatore come sguardo, iscrivendo al suo interno le marche della propria ricezione. Il lettore troverà qui convocati, di volta in volta, testi visivi, letterari, filosofici in un intreccio prolifico di andata e ritorno con la teoria che mai si fossilizza in una rigida teorizzazione, ma è sempre in ‘ascolto’ della singolarità e peculiarità dei quadri analizzati. Non è un caso che gli scritti di Marin – specie all’estero – siano ancora al centro dell’attenzione: il suo lavoro, infatti, si iscrive a pieno titolo nella tradizione della Scienza dell’immagine (Bildwissenschaft), branca della Scienza dell’arte (Kunstwissenschaft) che, alla fine dell’Ottocento, ha rivoluzionato i paradigmi metodologici della pur giovane storiografia dell’arte, e che oggi è considerata alla stregua di un’antenata deiVisual Studies. E al tempo stesso i lavori di Marin dimostrano come la semiotica può vivere nella storia dell’arte.

Louis Marin (1931-1992) è stato Director d’etudes all’École des Hautes Études en Sciences Sociales e ha insegnato nella più importanti università americane e italiane. Ha scritto numerosi libri sui sistemi della rappresentazione dall’età classica alla contemporaneità, tra i quali si ricordano Sublime Poussin (Seuil, 1998) Des Pouvoirs de l’image (Seuil 1993) e Détruire la peinture (Éditions Galilée, 1977). In Italia – oltre a qualche contributo in atti di convegno – è stato di recente pubblicato Opacità della pittura (La casa Usher 2012).

Lucia Corrain insegna Semiotica dell’arte all’università di Bologna, dove è anche coordinatrice del corso di Laurea Magistrale in arti visive. Ha scritto numerosi saggi su aspetti di teoria dell’arte, riguardanti in particolare i ruoli e le passioni dell’osservatore. Ha scritto Semiotica dell’invisibile. Il quadro a lume di notte (Esculapio 1994), ha curato Semiotiche della pittura (Meltemi 2004) e Leggere l’opera d’arte II (Esculapio 1999).

Louis Marin
Della rappresentazione
Mimesis
Milano
2015

Louis Marin, Della rappresentazione, Mimesis, Milano, 2015
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