Da Fuga (2006) a Il club (2015), da Neruda (2016) a Jackie (2016), passando per Tony Manero (2008), Post mortem (2010) e NO. I giorni dell’arcobaleno (2012), il cinema di Pablo Larraín si sviluppa a partire dalle vicende storiche e politiche che hanno sconvolto il Cile nel corso del Novecento per spingersi altrove, fino al cuore degli Stati Uniti d’America. Che si racconti il golpe del 1973 o il Plebiscito del 1988, che si tratti di mettere in immagine la fuga di Pablo Neruda o le ore più drammatiche della vita di Jacqueline Kennedy, Larraín cerca prospettive inedite, punti di vista stranianti. È attratto dal potenziale trasfigurante della “fiction” piuttosto che dal “documentario”. È orientato al superamento di questa stessa opposizione verso una concezione ibrida e intermediale del racconto cinematografico.

Questo libro fa i conti con il carattere peculiare della filmografia di Larraín: non tanto un cinema storico quanto una riflessione teorica sul potere. Se solo in pochi lo esercitano, tutti si trovano presi nella sua trama.

Massimiliano Coviello, svolge attività culturali e di ricerca presso l’Università di Siena. Coordina il blog lavoroculturale.org; è redattore delle riviste “L’avventura. International Journal of Italian Film and Media Landscapes”, “Fata Morgana. Quadrimestrale di cinema e visioni” e “Carte semiotiche. Rivista internazionale di semiotica e teoria dell’immagine”; è tra i curatori del volume Sguardi incrociati. Cinema, testimonianza, memoria nel lavoro teorico di Marco Dinoi (Roma 2011, co-curatela). Tra le sue pubblicazioni: Testimoni di guerra. Cinema, memoria, archivio (Venezia, 2015), la voce “Emigrazione” per Lessico del cinema italiano. Forme di vita e forme di rappresentazione (Milano, 2015) a cura di R. De Gaetano.

Francesco Zucconi, è Marie Skłodowska-Curie Postdoctoral Fellow presso il Centre d’Histoire et de Théorie des Arts, dell’École des Hautes Études en Sciences Sociales di Parigi. Tra le sue pubblicazioni: La sopravvivenza delle immagini nel cinema. Archivio, montaggio, intermedialità (Milano 2013); Sguardi incrociati. Cinema, testimonianza, memoria nel lavoro teorico di Marco Dinoi (Roma 2011, co-curatela); Lo spazio del reale nel cinema italiano contemporaneo (Genova 2009, co-curatela). È redattore di “Carte Semiotiche. Rivista internazionale di semiotica e teoria dell’immagine”, “L’Avventura. International Journal of Italian Film and Media Landscapes”, “Fata Morgana. Quadrimestrale di cinema e visioni”, e “Images re-vues. Histoire, anthropologie et théorie de l’art”.

Coviello M., Zucconi F.
Sensibilità e potere. Il cinema di Pablo Larraín
Pellegrini
Cosenza
2017

Coviello M., Zucconi F., Sensibilità e potere. Il cinema di Pablo Larraín, Pellegrini, Cosenza, 2017
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